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RICOSTRUIRE di Sandro Repaci

on . Posted in Prima Pagina

Sandro Repaci - Ricostruire Campo CalabroIeri abbiamo  ascoltato , in Consiglio,  le dichiarazioni del Sindaco relative all’insediamento della Commissione d’accesso al Comune disposta dal Prefetto, e ne prendiamo atto. Parti di esse sono condivisibili ma su altre, fondamentali, ci sia consentito di dissentire . Ci sembra però non solo opportuna, ma persino doverosa una riflessione, che non può non prendere le mosse dalla dichiarazione che è stata resa, nell’immediatezza della notizia, non dal nostro gruppo consiliare , ma bensì dal movimento al quale apparteniamo.

La nostra dichiarazione

In quella dichiarazione , che  abbiamo sottoscritto ieri come gruppo consiliare di Passione Civile, ci siamo definiti “preoccupati” . Non “soddisfatti”, non “indignati”, non “delusi”, non “mortificati”, bensì, lo ripeto, preoccupati. Preoccupati perché, a differenza di qualche ingenuo tifoso che  ha imprudentemente derubricato questa vicenda ad appendice della campagna elettorale, comprendiamo bene, e per fortuna non siamo i soli,  il significato,  la dinamica, la portata ed il possibile esito di questo atto del Prefetto, che non va interpretato, ma del quale non si può far altro che prendere atto, senza commentarlo, nell’interesse di tutti.

Il decreto del prefetto

Il decreto  con il quale S.E. il Prefetto ha disposto l’accesso presso il Comune di Campo Calabro  esplicita chiaramente i presupposti dai quali lo stesso  è partito, vale a dire degli “accertamenti di polizia”  valutati, ci sembra di capire dal testo del decreto, successivamente nel corso di una riunione del Coordinamento delle Forze di Polizia , al quale abitualmente partecipano i Comandanti provinciali dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza ed il Questore, oltreché a volte il Procuratore della Repubblica. Queste valutazioni hanno dunque indotto il Prefetto a compiere quest’atto, che è bene ricordarlo, e per primi a noi stessi, è un atto che rientra fra gli atti per così dire “di governo”, in quanto il S.E. il Prefetto non lo ha disposto da solo, ma per compierlo ha richiesto una delega specifica al Ministro dell’Interno che l’ha concessa con un proprio Decreto . La nomina della Commissione d’accesso non è una misura di pubblica sicurezza, ne una misura penale e/o punitiva nei confronti di questo o quell’amministratore , ma tutta la procedura è riconducibile anzi, come recita una sentenza del Consiglio di Stato, “all'esercizio di un potere politico-amministrativo posto a tutela delle libertà democratiche dei cittadini “. Questi i fatti, che molti non conoscono e qualcuno finge persino di dimenticare.  Questi fatti, questo fatto, possono essere “commentati” “indignandosi” ? mostrandosi “delusi” ? dichiarandosi “mortificati”? dicendosi “soddisfatti” ? .Ci sembra di no .

La caccia all’uomo

 E chi invece ha imprudentemente assunto questi atteggiamenti o non sapeva di cosa parlava, oppure lo sapeva bene, ma cerca di consegnare alla cronaca di questo paese ed ai pettegolezzi da bar un’altra storia ed un’altra verità, assumendosi , in questo esercizio veramente non utile a nessuno,una ben diversa ed ancor più grave responsabilità . Quella di fomentare odi, provocare reazioni inconsulte, scatenare una indecorosa caccia all’uomo come questo paese non ha mai conosciuta. E ci spiace, ci spiace veramente che forse inconsapevolmente , per inesperienza o per la durezza di quello che riteneva un colpo sferrato al suo onore di cittadino, a dare l’avvio a questa caccia alle streghe siano state le dichiarazioni del Presidente del Consiglio Comunale, che  riferendosi al complesso meccanismo di formazione di quella decisione ha affermato “…. .Non so se tutto è nato da solo o su input di qualcuno…  “   .

Il buon nome del paese

E che dire del penoso ed irriguardoso tentativo di descrivere questo atto “di governo” , posto a tutela dell’ente, come abbiamo visto,  e non contro di esso ,come un avvenimento che mette in pericolo il buon nome del paese ? Perché sia chiaro che in questa vicenda, che non avrà un esito “negativo” o “positivo” per l’amministrazione, poiché le commissioni d’accesso vengono ad accertare fatti e non a rilasciare certificazioni antimafia o di buona condotta degli amministratori, Campo Calabro ed i campesi non c’entrano niente . Qua non e’ il paese, la nostra comunità ad essere messa sotto esame . Ed il tentativo maldestro, di spostare questa vicenda sul piano del buon nome del paese, questo si , e’ un pessimo servizio a Campo Calabro ed alla sua storia. Qua sono in discussione i comportamenti che noi abbiamo ed i rapporti che teniamo, anche i nostri, pur nella differenza dei ruoli e delle responsabilità, ed un contesto ambientale all’interno del quale il lavoro dell’amministrazione si colloca. A questa vicenda i cittadini possono essere attenti, possono seguirla con passione, ma ad essa sono personalmente estranei, poichè in questa dimensione non esistono responsabilità collettive, ma personali, nel bene e nel male.

Potevamo fare altro

Alla luce delle cose che con sofferenza interiore, ma nel tentativo di rappresentare la tensione per la gravità del momento, ho voluto condividere con il Consiglio, il Gruppo Consiliare di Passione Civile avrebbe potuto assumere una posizione ben diversa, ben più comoda, apparentemente persino più coerente con il suo profilo . Potevamo cavalcare l’onda, dire che le critiche che abbiamo sollevato in questi mesi, senza scendere nei fatti specifici, avevano un fondamento, e che quest’atto ne è la dimostrazione. Non l’abbiamo fatto, e non lo faremo. Potevamo scegliere la comoda trincea dell’intransigenza, potevamo negare sin da ora la legittimità politica di questo consiglio e lasciarlo rassegnando le dimissioni. Noi e chi ci sarebbe subentrato. Poiché spesso questi avvenimenti, che a prescindere dall’esito scuotono una intera comunità accadono quando la politica si fa deserto di voci e di volontà , quando non vi sono buoni diaframmi , come i partiti e le organizzazioni politiche in genere che selezionano classe dirigente , quando una elezione si vince o si perde non sui progetti e le intenzioni ma sullo spostamento di questo o quel soggetto, quando non vi sono luoghi “altri” attraverso i quali i cittadini possono far sentire in maniera articolata la propria voce agli amministratori. Spesso  situazioni come quella nella quale ci troviamo , a prescindere dal loro esito, sono la certificazione del fallimento di anni ed anni di girandole, inciuci, giravolte, ribaltoni  e giochi delle tre carte. Potevamo lasciare i nostri banchi del Consiglio vuoti, come per anni gli scranni dell’opposizione sono stati,  anche se occupati fisicamente da qualcuno . Abbiamo scelto di rimanere al nostro posto e di dare anche dall’opposizione un contributo affinchè il Comune, e non il paese, superi nelle forme che la legge prevede, questo momento difficile . Perché non basta oramai più  in una terra come la nostra essere “impermeabili” : bisogna impegnarsi e lavorare perchè “ non piova”.  Altri, che non siedono fra di noi in questo consiglio, forse si augurano una conclusione traumatica di questa vicenda. Ne intravediamo i primi, ingenui segnali . Noi non ci aspettiamo e non ci auguriamo niente che non sia quello che deve essere per come lo prevede la legge e per come i fatti indicheranno, in un senso o nell’altro .

Ricostruire

Questo noi dobbiamo a Campo Calabro . I prossimi saranno mesi lunghi e difficili. Ancor più difficili di come  noi li prevedevamo alla luce di una valutazione dell’attività amministrativa che non è certamente positiva . Su di essa non faremo sconti  , e non ce ne aspettiamo . Possiamo però scegliere come viverli, ciascuno con il proprio ruolo . In questi anni sono andati in pezzi, al di la del successo dell’una o dell’altra lista , in questo paese, molti elementi fondanti  del vivere comune e noi tutti, amministratori di maggioranza e consiglieri di opposizione, partiti se ancora valgono questo nome, movimenti, associazioni e società civile se esiste,  abbiamo un solo dovere : RICOSTRUIRE . 

 

 

 

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