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Il giudice a Berlino ed il prefetto in pensione

on . Posted in Prima Pagina

 

416972 233226870139614 444122239 nBertold Brecht, in una sua opera, racconta dell'imperatore Federico II che voleva espropriare il mulino di un mugnaio per abbatterlo. Si trattava di una prepotenza perchè il motivo dell'esproprio era che il mulino turbava l'armonia del panorama del suo castello.Opporsi a quel sopruso era un' impresa ardua, ma alla fine, il mugnaio riuscì a trovare a Berlino un giudice onesto che lo aiutò a vincere la causa. Da qui l'espressione "ci sarà pure un giudice, a Berlino! " . Al culmine della polemica politica estiva, qualcuno non esitò ad ironizzare sul dicastero degli Interni affidato ad "un prefetto in pensione" , vale a dire Annamaria Cancellieri.

Ebbene, come quel "giudice a Berlino" che ebbe il coraggio di dare ragione al mugnaio e torto all'imperatore , il Ministro Cancellieri, "prefetto in pensione", ha avuto il coraggio che è mancato a quanti per anni, a destra e a sinistra, nel centrodestra e nel centrosinistra hanno avuto la responsabilità di proteggere la vita delle amministrazioni locali dalle infiltrazioni criminali , sostituendosi purtroppo ai veri titolari di questa tutela, che sono gli elettori. Mentre in provincia di Reggio Calabria fioccano commissioni d'accesso e già 28 comuni sono stati sciolti per infiltrazioni mafiose, la città che molti definiscono la" capitale mondiale" della 'ndragheta per anni ha continuato a sfornare assessori, consiglieri, a produrre consiglieri regionali, presidenti di regione, deputati ,senatori.Sembrava strano, ed addirittura paradossale che in una provincia nella quale il controllo totale dell'economia è garantito da una ragnatela di parentele, amicizie, complicità, accordi sottobanco, zone ambigue di contatto ed ammiccamenti fra pezzi di stato e criminalità , giusto la città capoluogo fosse immune da questo morbo. Tutti sapevano, tutti sapevamo, tutti sappiamo, ma nessuno parla. Ed i pochi che non tacciono sono detrattori della Calabria, esibizionisti,pericolosi destabilizzatori del sistema da tenere a distanza. Questo "prefetto in pensione" dalla voce greve ci ha gettato in faccia la verità che tutti conoscevamo, e l'ha offerta alla nostra colpevole riflessione , ricordandoci quello che vogliamo dimenticare : che viviamo in una terra bella ma maledetta, in una terra a sovranità limitata, in un territorio dove la politica o ha fallito o è complice di nefandezze. Dovremmo ricordarcene ,tutti, fra qualche mese, quando andremo a votare, perché è vero che esistono i giudici a Berlino ed i prefetti in pensione, ma essi ci dimostrano solo che esiste la via della dignità e del riscatto di un popolo . Tocca a noi percorrerla fino in fondo.

 

Sandro Repaci

 

 

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