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Parrocchia S. Maria Maddalena

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La Parrocchia
Si hanno notizie storiche sulla Parrocchia e sulla chiesa di Santa Maria Maddalena di Campo sin dal 1630. All’epoca il paese si chiamava “Campo della Maddalena”. Nell’anno 1701 fu eretta la Parrocchia di Campo che fu distaccata da Fiumara sotto il titolo di Santa Maria Maddalena.Sotto la giurisdizione della nuova Parrocchia cadevano quelle di Piale, Cannitello, Pezzo, Fossa San Giovanni (Villa), Acciarello.

La prima chiesa parrocchiale
Il sito della chiesa era l’attuale Piazza Vittorio Emanuele III,(o Piazza Crea) con la porta d’ingresso non rivolta verso Gerusalemme (secondo un’antica consuetudine), ma dalla parte opposta, in direzione di Via Calvario. Non si è certi se essa risalisse al 1701 o sia stata costruita, sempre sullo stesso sito, in epoca successiva, probabilmente dopo il sisma del 1783, ma sicuramente risale almeno al 1818, come risulta dalla campana che si trova nell’attuale chiesa e che rappresenta un’importante testimonianza di “reperto”, rimastoci dell’antica chiesa. L’antica statua lignea di Sant’Antonio di Padova è un altro reperto sopravvissuto al vero e proprio saccheggio che si scatenò dopo il sisma. Oggi anche questa scultura, d’artista ignoto, è esposta al culto dei fedeli nell’attuale chiesa di Santa Maria Maddalena; in realtà studi fatti attribuiscono l’opera addirittura al ‘600. Dopo il sisma del 1908 fu costruita, in via provvisoria, una chiesa; era una delle tante chiese sorte nel versante calabrese dell’area dello Stretto di Messina per opera della Commissione Pontificia e affidate per la costruzione alla ditta inglese Mac Mhamus, sotto la direzione di Mons. Cottafavi, del Conte Zilieri e di Don Giuseppe Zumbo, rappresentante dell’Arcidiocesi e segretario del Delegato Apostolico.

La nuova chiesa parrocchiale
Nel periodo storico della ricostruzione del terremoto del 1908, nel 1922 fu avviata la costruzione dell’attuale chiesa, nella quale prestarono una valida opera:
- l’ artista Domenico Mazzullo, pittore che in quel periodo si trovava a Campo ospite presso parenti, il quale dipinse nel 1935 un’immagine ad olio su tela di Santa Maria Maddalena penitente, collocata sopra l’altare maggiore (abbattuto nel restauro della chiesa avvenuto nei primi anni ottanta); Il dipinto oggi restaurato dalla figlia dello stesso autore, a completamento dell’intervento edilizio degli anni 2006 - 2010, l’interno della chiesa, che richiama lo stile neoclassico dell’esterno, è caratterizzato da lesene monumentali che, rimarcano la scansione della struttura portante in cemento armato, creando così un’alternanza tra archi a tutto sesto che percorrono l’intera altezza e lesene coronate da capitelli compositi; il tetto della navata caratterizzato da finti cassettoni di legno, i quali nascondevano la reale copertura a due falde, configurata strutturalmente da capriate in cemento armato;

 

Successivo al vecchio altare, quello post-conciliare, era realizzato a lastra unica di marmo di Carrara, sorretta da colonnine in stile dorico realizzate in “rosso di francia”;

“SIGNOR D. VINCENZO RANIERI SINDACO
SIGNOR D. GIUSEPPE M. ARENA DEPUTATO
SIGNOR D. CUSMANO CARNEVALE DEPUTATO
AD FUTURAM REI MEMORIAM
OPUS SEBASTIANI COSTANTINO
ANNO DOMINI 1818”

Nella seconda campana si legge:

“ABLATUM TEMPORE BELLI A.D. MCMXL
RESTITUTUM PUBLICO SUMPTU A.D. MCMLII”

“PESTEM FUGO FESTA DECORO”
HONOREM DEO ET PATRIA LIBERATIONEM”

“STROZI TRANIUM” 638

Che sarebbe: “Portata via in tempo di guerra nell’anno del Signore 1940. Restituita al pubblico possesso nell’anno del Signore 1952”; “Evito la peste abbellisco la festa”; “Onore a Dio e liberazione alla Patria”; infine il nome della fabbrica di Trani ed il numero progressivo di fusione.
L’inizio della costruzione della nuova chiesa che sorge su un lotto ad angolo fra la via Umberto e la Via Tenente Galimi, si avviò negli anni venti e l’impianto costruttivo aveva le seguenti caratteristiche conservate fino al completamento edilizio degli anni 2006-2010 :
- una struttura a navata unica con chiari linguaggi neoclassici;
- pianta a forma rettangolare, con chiusura absidale a pianta quadra, separata dalla sala liturgica da un arco a tutto sesto realizzato con pennellature di gesso ancorate alla struttura portante dell’edificio;
- in alzato, ad ogni campata strutturale, delle finestre circolari risolvevano l’illuminazione interna della chiesa stessa;
- il prospetto principale coronato da un timpano sorretto da due monumentali lesene laterali, simmetriche allo stesso timpano;
- sopra il portone d’ingresso, un bassorilievo raffigurante Santa Maria Maddalena in atto penitente;
- l’interno della chiesa, che richiama lo stile neoclassico dell’esterno, è caratterizzato da lesene monumentali che rimarcano la scansione della struttura portante in cemento armato, creando così un’alternanza tra archi a tutto sesto che percorrono l’intera altezza e lesene coronate da capitelli compositi;
- il tetto della navata caratterizzato da finti cassettoni di legno i quali nascondevano la reale copertura a due falde, configurata strutturalmente da capriate in cemento armato;

Successivo al vecchio altare, quello post-conciliare era realizzato a lastra unica di marmo di Carrara, sorretta da colonnine in stile dorico realizzate in “rosso di francia”; nella parete di fondo e retrostante all’altare, un mosaico di fattezza contemporanea, rappresenta la scena dell’incontro tra Santa Maria Maddalena e Cristo risorto . L’importante intervento di ampliamento degli anni 2006-2010 ha dato alla chiesa l’aspetto attuale, vi è stata l’aggiunta di due navate laterali all’originaria unica navata centrale, la nuova Cappella del “Santissimo”,la loggia sull’ingresso principale aggettante rispetto allo stesso piano verticale della facciata, con un disegno architettonico che ripropone la geometria già esistente sul prospetto principale ,la nuova “cantoria”,posta all’interno della navata centrale, nella prima maglia strutturale e asservita da una scala elicoidale in ferro battuto. Nella chiesa sono conservati elementi appartenenti agli arredi sacri della vecchia chiesa distrutta dal terremoto, candelabri in ottone ed altra oggettistica appartenente all’antica “Congrega di Sant’Antonio”,oltre alle statue di S. Antonio risalente al 600 e già presenti nella vecchia chiesa, di S. Maria Maddalena di datazione incerta ma anteriore a quelle del Sacro Cuore di Gesù, di San Francesco, del trittico della Madonna del Rosario, del Sacro Cuore di Maria , tutte risalenti agli anni 40 assieme alle 14 stazioni della via Crucis in gesso decorate a mano e dipinte ad olio ed una iconografia lignea della Santa Croce risalente agli anni 70.

I PARROCI
Dal 1702 sono stati diciotto i parroci titolari della parrocchia, che è stata retta per due volte, per brevi periodi, da Economi parrocchiali.
Rev. Sac. Don Gregorio Caracciolo (dal 1702 al 1720)
Rev. Sac. Don Germaino Carnevale (dal 1720 al 1757)
Rev. Sac. Don Domenico Musco (dal 1758 al 1762)
Rev. Sac. Don Pasquale Barillà (dal 1762 al 1783)
Rev. Sac. Don Placido Geraci (Economo parrocchiale nel 1783)
Rev. Sac. Don Francesco Capri (dal 1783 al 1806)
Rev. Sac. Don Giannantonio Galimi ( dal 1810 al 1815)
Rev. Sac. Don Vincenzo Peraci ( dal 1815 al 1824)
Rev. Sac. Don Antonio Pellicanò (dal 1824 al 1831)
Rev. Sac. Don Fortunato Creaco (dal 1831 al 1834)
Rev. Sac. Don Rocco Bambara (dal 1834 al 1870)
Rev. Sac. Don Rocco Postorino (dal 1870 al 1873)
Rev. Sac. Don Giuseppe Delfino (Economo parrocchiale dal 1873 al 1874)
Rev. Sac. Don Rocco Marra (dal 1874 al 1876)
Rev. Sac. Don Luigi Panuccio (dal 1876 al 1884)
Rev. Sac. Don Giuseppe Santagati (dal 1884 al 1915)
Rev. Sac. Don Salvatore Gioffrè (dal 1915 al 1926)
Rev. Sac. Don Rocco Barbera (dal 1926 al 1934)
Rev. Sac. Don Gaetano Cotroneo (dal 1934 al 1976)
Rev. Sac. Don Antonino Palmenta (dal 1976)

Si ringraziano : l’Arch. Cosimo Bevacqua dai cui lavori sono stati tratti i testi descrittivi della chiesa e le notizie storiche, e il Rev. Sac. Don Giuseppe Repaci per le notizie sulla cronologia dei titolari della parrocchia .

 

 

 

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