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Stemma e Gonfalone

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stemmaSTEMMA - D’argento, al falco in volo,rivolto, stringente fra gli artigli un grappolo di uva pampinato di uno, accompagnato da due spighe di grano,decussate in punta, il tutto al naturale. Ornamenti esteriori da Comune.

Mantenuto intatto nella sua originaria veste iconografica fino alla fine degli anni 80, sia pure estremamente semplificato a due colori ed inscritto in un cerchio, lo stemma , riportato comunemente su tutti i documenti ufficiali del comune, subì una disgraziata ed improvvida rivisitazione grafica che sconvolse completamente gli elementi araldici e simbolici dello stesso. Si pensò infatti di  inscrivere in un improbabile scudo sagomato di colore nero e marrone di diverse sfumature l’originario scudo di foggia sannitica “d’argento” al centro del quale erano disegnati il falco, le spighe ed il grappolo d’uva . Tale inscrizione trovava giustificazione nel tentativo di porre su fondo bianco e verde lo stemma originario, ma le successive disattente trasposizioni grafiche e cromatiche, il suo utilizzo in bianco e nero,  fecero  si che il posticcio scudo sagomato divenisse l’elemento grafico predominante dello stemma senza alcuna traccia del bianco e del verde persino nelle versioni a colori.  

 

gonfaloneGONFALONE  - drappo tagliato di bianco e di verde, riccamente ornato di ricami d’argento e caricato dello stemma sopradescritto con l’iscrizione centrata in argento COMUNE DI CAMPO CALABRO . 

Nello stemma è chiaro il riferimento al Falco Pecchiaiolo (Pernis apivorus) comunemente denominato Adorno , la cui uccisione nel mese di maggio era considerata un premio ambito per i cacciatori del luogo che si appostavano sulle colline del paese per sparare agli uccelli che risalivano la costa sfruttando le correnti ascensionali dello stretto, in una caccia che è stata proibita negli anni ottanta. Adorno è anche il cognome di una delle famiglie nobili del luogo, la famiglia Adorno appunto. Il grappolo d’uva e le spighe fanno riferimento ai due principali prodotti dell’agricoltura locale e rimarcano la vocazione agricola di Campo. Dei  colori, il  bianco faceva riferimento alla neve che veniva trasportata dall’Aspromonte e conservata  sotterrata nelle cantine fresche delle abitazioni e che serviva alla preparazione delle bevande estive . Una intera via del paese, il Vico Neve, ricorda appunto questa attività alla quale si dedicavano alcuni abitanti di Campo. La vocazione agricola, i campi e le colline del paese invece rivivevano nel verde del gonfalone. 

Consulenza storica del  Dott. Rocco Alessandro Repaci . Si ringrazia per le ricerche l'Arch. Antonio Napolitano

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