Articoli

Stampa

L’ IMU, ovvero come trasformare l’inefficienza in aumenti di imposta

Francesco Santoro Passione Civile Campo CalabroDa sempre i politici si lasciano andare a dichiarazioni sul tema della fedeltà fiscale, con risultati a dire il vero non sempre esaltanti: dal “Pagare le tasse è bello(celebre espressione di Tommaso Padoa – Schioppa che condensava la parte etica, civica del gesto percepita però dal senso comune in maniera decisamente opposta) al “le tasse sono giuste se al 33%, se vanno oltre il 50% allora è morale evaderle”(altrettanto celebre espressione di Silvio Berlusconi che suscitò immediate e prevedibili reazioni sulla giustificazione morale dell’evasione). Di certo ed in entrambi i casi si trattava di dichiarazioni rese da chi non aveva comunque problemi a pagarle.

 

Il 17 di dicembre ci troveremo sotto l’albero di Natale il saldo dell’IMU. Il Governo lasciava ai Comuni la possibilità di mantenere invariate le aliquote stabilite a livello centrale (lo 0,76% l’aliquota base e lo 0,40% l’aliquota ridotta per le abitazioni principali) o di aumentarle o diminuirle, con delibera dell’organo consiliare, in relazione allo stato dei propri bilanci.

Il Consiglio Comunale di Campo Calabro del 30 ottobre scorso con il voto favorevole della maggioranza (6) e quello contrario dell’opposizione di Passione Civile (2) ha deliberato, ovviamente in aumento, le aliquote del saldo dell’IMU. In sostanza, per l’abitazione principale e le relative pertinenze si passa dallo 0,40% allo 0,58%, per gli altri fabbricati (diversi dall’abitazione principale) si passa dallo 0,76% allo 0,85%, mentre per  le aree edificabili rimane l’aliquota prevista dalla legge nazionale dello 0,76% , tenendo però in considerazione che sono cambiati (e di molto) i valori delle stesse aree per mq. sulla base dell’aumento dei valori venali dei terreni introdotte dal nuovo Piano Strutturale Comunale .

Questa tassa arriva, a Campo Calabro alla fine di un anno particolarmente denso di scadenze amministrative: abbiamo pagato nel mese di maggio la I rata della TARSU 2008, nel mese di giugno l’acconto dell’IMU, nel mese di luglio la II rata della TARSU 2008, nel mese di agosto la III rata della TARSU 2008, nel mese di settembre la I rata della TARSU 2009, nel mese di novembre pagheremo la II rata della TARSU 2009, nel mese di dicembre il saldo dell’IMU sulla base anche degli aumenti di aliquota deliberati dal nostro Comune, ed infine nel mese di gennaio 2013 pagheremo la III rata della TARSU 2009….e questo anche a causa del fatto che gli uffici comunali sono in arretrato sulle riscossioni dei tributi.

Un salasso che certo non aiuta le famiglie a barcamenarsi al meglio in questi momenti difficili, in questa situazione di crisi e di emergenza generalizzata. Siamo certi che si poteva fare di meglio, ed è per questo che Passione Civile ha votato contro l’aumento delle tariffe. Siamo cioè convinti che le tariffe potevano essere mantenute al livello base, senza alcun aumento, salvaguardando comunque gli equilibri di bilancio attraverso un piano di contenimento delle spese (strumento adottato ormai da tantissimi Comuni molto più responsabili e lungimiranti del nostro) che consenta il controllo e la razionalizzazione delle risorse ed attraverso un sempre rinviato e mai attuato riordino del settore tributi che consenta di gestire con certezza ,equità e puntualità le delicate fasi della liquidazione, dell’accertamento e della riscossione dei tributi.

Siamo per esempio certi della cifra che il Comune ha riscosso a giugno con la prima rata di acconto dell’IMU (il dato ci è stato comunicato dal Ministero), ma non sappiamo (si, proprio così) a quanto ammonta esattamente il debito d’imposta….…né se tutti quelli che dovevano pagare hanno pagato. E così, con il saldo dell’IMU, l’amministrazione comunale aumentando le aliquote si mette al sicuro dalle evasioni e dalle elusioni facendo pagare di più a tutti.

Non sono stati analizzati e comparati i dati, le similitudini e le differenze tra la vecchia normativa dell’ICI, la legge sull’IMU ed i dati scaturenti dall’aumento delle aliquote che la maggioranza ha deliberato. Non sono stati valutati attentamente gli effetti dell’incremento dei coefficienti moltiplicativi e dell’incremento delle aliquote nonché la reale portata dell’abolizione delle aree di esclusione e di esenzione. Il quadro impositivo che emerge non è sostenibile per la cittadinanza ma soprattutto non è giustificato.

Questo aumento è figlio di una filosofia impositiva vecchia, becera,ingorda che punta al recupero di quanto più possibile sulla pelle dei soliti. I campesi pagheranno tutti di più per coprire le inefficienze di un sistema di accertamento dei tributi che fa acqua da tutte le parti e le cui  macroscopiche deficienze abbiamo già sottolineato in sede di approvazione del bilancio; pagheranno tutti di più a causa di un sistema di gestione della spesa non solo improvvisato, ma addirittura deliberatamente piegato a necessità politiche ed elettorali, a causa dell’assenza di un piano organico di contenimento della spesa che è l’unico vero strumento per ridurre le tariffe a carico dei nuclei familiari. I cittadini non possono trovarsi a pagare per le inefficienze del sistema e per l’incapacità o il cinismo dei propri amministratori. Non è colpa del destino cinico e baro, di Monti o della congiuntura se oggi ci troviamo di fronte ad una siffatta imposizione tariffaria, e se l’anno prossimo qualcuno si vanterà di avere un avanzo di amministrazione in bilancio, è bene che tutti sappiano che questo avanzo è il frutto di una scelta deliberata e che obbedisce ad un solo imperativo: fare cassa a tutti i costi !!!

Francesco Santoro
Capogruppo Gruppo Consiliare Passione Civile

 

Referente Area Bilancio, Finanze e Lavoro
dell’Amministrazione Ombra

 

 

 

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo