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Le primarie di cartapesta

passione-civile-campo-calabroA molti di noi, che stiamo vivendo l’esperienza di Passione Civile è stato chiesto chi voteremo alle primarie .E’ invero singolare che si sia improvvisamente risvegliato negli avversari di ieri, che per noi sia chiaro rimangono tali, l’interesse per la forza elettorale che ,sia pure insufficiente per prevalere alle elezioni comunali, il nostro movimento si suppone rappresenti .

O meglio, sarebbe singolare se tale interesse nei confronti di Passione Civile non obbedisse ai cinici e logori copioni della politica, secondo i quali chi è stato tuo avversario ieri oggi può essere agevolmente tuo alleato, in un eterno gioco delle tre carte che è quello che abbiamo contrastato alle ultime consultazioni comunali. Le alleanze, e persino i loro repentini rovesciamenti in politica sono una cosa comprensibile, sono anzi una delle regole del gioco della democrazia. A patto però che giocatori si riconoscano reciprocamente una stima ed un rispetto di fondo che hanno le loro radici in un giudizio etico sulle ragioni dell’impegno degli uni e degli altri. Se non ho stima ne rispetto di te come avversario,se giudico le ragioni del tuo impegno non credibili, se non condivido i tuoi metodi coerenza vuole che tu non possa contare su di me quale interlocutore. Quindi chi ha posto quella domanda avrebbe dovuto chiede non CHI voteremo bensì SE voteremo alle primarie . Perché è dentro questa domanda, e nella sua risposta che le ragioni meritano di essere rappresentate assumendo una dimensione politica che le sottrae al giudizio di indifferenza, neutralità , o peggio qualunquismo o populismo . Non andremo a votare alle primarie . Ne a quelle del centrosinistra oramai imminenti, ne, ovviamente, a quelle del centrodestra se e quando si faranno. Lo facciamo per una serie di motivi che non possono essere più “personali”, ma sono inevitabilmente legati alle scelte che abbiamo fatto . Ecco perché ne scriviamo . Non ci riteniamo all’altezza di scrivere saggi, e neppure di rappresentare dettagliate riflessioni sull’utilità delle primarie in un sistema multipartitico come il nostro, sulla loro futilità in mancanza di una legge che le regoli, sul fatto che importando (e questo è un vezzo tutto italiano) regole che per gli altri sono architrave della democrazia le pieghiamo alle nostre misere beghe trasformandole in un regolamento di conti interno ai partiti . Crediamo invece importante rappresentare le ragioni di una scelta siffatta alla luce delle ultime vicende elettorali (vorremmo chiamarle politiche, ma abbiamo francamente qualche difficoltà a definirle tali) che ci hanno toccato da vicino ed al clima che si respira durante questa agonia della seconda repubblica . Crediamo, l’abbiamo detto più volte, nei testimoni e non nei maestri . E pensiamo che al valore della testimonianza possa essere attribuito quel ruolo di levatrice di coscienze del quale tutti i partiti hanno paura , soprattutto adesso , che tredici giovanotti inesperti che si ispirano alla piattaforma elettorale di un comico ultrasessantenne sono entrati , primo partito della regione, nella Sala d’Ercole, sede del parlamento siciliano . Questo segnale, il primo concreto dopo molti che tutti definivano virtuali per il solo fatto che viaggiavano sulla rete, è la prova che la gente ha capito che la politica è malata, e che gli stessi partiti non possono essere chiamati a curarla . Essi hanno perso la capacità di autoriformarsi ed in particolare nella nostra terra, sono stati sovente complici di nefandezze, ed i loro eletti e dirigenti hanno spesso compiuto reati penali . Cose che tutti sappiamo, che tutti conosciamo con dovizia di particolari, di cui noi tutti ci lamentiamo . E’ finalmente arrivato il tempo nel quale la gente sente forte ed imperiosa l’esigenza di chiedere a chi si occupa di politica di entrare in una dimensione etica nella quale sei giudicato per quello che sei, per come ti comporti e per le tue capacità e competenze professionali e non per gli amici che ti sei fatto, per il numero di parenti che hai, per i trucchi che utilizzi per disfarti dei tuoi avversari . E se il giudizio su una classe politica è negativo in base a questi parametri, la coerenza vuole che esso guidi tutte le tue azioni, orienti le tue relazioni e le tue scelte , così come se è invece positivo la crescita e l’affermazione di questo personale politico vanno coerentemente perseguite e sostenute. A parte lo scenario nazionale, guardando al quale si ha chiaramente la sensazione di come le primarie già organizzate dal centro sinistra e preannunciate dal centro destra non rispondano ad un reale ed effettivo criterio di selezione dei migliori ma somiglino sempre di più ad una guerra tra bande, lo scenario locale, vale a dire regionale e provinciale rappresenta non solo una situazione simile ma ben maggiormente amplificata, nella quale addirittura i più furbi cercano di costruire su risultati già scontati e distribuendo preferenze in maniera scientifica su questo o quel candidato, scenari di cartapesta utili e funzionali al rafforzamento delle proprie posizioni personali . E’ insomma quella politica malata che chiama la gente non per renderla protagonista di una scelta ma per utilizzarla per i propri scopi,carpendone ancora una volta la buona fede. Se è così, come è di tutta evidenza che lo sia, non ci stiamo. Dei furbi ne abbiamo le tasche piene. L’Italia ed ancor di più la Calabria, hanno bisogno dei migliori. E non è con queste primarie che li troveremo.

Movimento Passione Civile Campo Calabro

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